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22 dicembre 2009
buon S.Natale
auguri sinceri.
| inviato da Ilparallelografo il 22/12/2009 alle 9:24 | |
7 novembre 2009
fin
ogni cosa che inizia ha per forza una fine. non è più tempo per bloggare.
adesso mi inventerò delle scuse tipo: ho troppo da disegnare, sono molto occupato, non ho tempo libero, alla fine preferisco tacere, ormai i blog sono dei grandi diari, etc. etc. la verità è che sono stanco di scrivere. ho troppo da leggere per scrivere qualcosa.
e per salutarvi vi invio un mio piccolo disegno, sperando che vi aggrada. per mantenersi in contatto: paolo@officinasrl.it

| inviato da Ilparallelografo il 7/11/2009 alle 14:59 | |
4 ottobre 2009
io vorrei non vorrei ma se vuoi...

avrei voluto essere questo qui. e invece sono qui in ufficio a lavorare. 'remmachianina!
| inviato da Ilparallelografo il 4/10/2009 alle 18:10 | |
3 ottobre 2009
interpolitica
La cosa bella di mourinho è che lui dà sempre dei deficienti ai giornalisti sportivi (e in questo ha davvero tutta la mia solidarietà) e questi il giorno dopo scrivono: mourinho bacchetta la juve. se dice: voi giornalisti siete stupidi perchè gli stessi risultati in champions della juve non li commentate come quelli della mia inter; il giornalista scrive: tutti contro l'inter. la juve trattata bene.
ecco, ormai il cerchio si è chiuso: il giornalismo sportivo ha invaso il giornalismo politico. perchè quando si legge di politica è la stessa cosa.
quindi oggi i giornalisti li vedremo in corteo come fossero dei semplici ultras. senza mai domandarsi se il problema per caso risieda in loro stessi. (fra laltro lo sapevate che i giornalisti sono i soli ad avere un'unico sindacato??? alla faccia della libertà...).
| inviato da Ilparallelografo il 3/10/2009 alle 11:19 | |
1 ottobre 2009
PomplamooseMusic
ascoltarli fa bene allo spirito.
state bene dunque.
| inviato da Ilparallelografo il 1/10/2009 alle 19:56 | |
27 settembre 2009
una questione di paternità. appunti vari e vaghi
il male contemporaneo potrei riassumerlo così: una mancanza di paternità. la questione mi pare evidente nell'università. oggi più nessuno è disposto a seguire il percorso che uno studente compie dal suo primo passo nei corsi universitari fino al compimento dell'ultimo esame. è vero la tesi dovrebbe essere la dimostrazione del completamento di una fase del suo percorso di ricerca; è vero anche che i tutor sono stati istituiti proprio perchè gli studenti avessero un riferimento istituzionale costante nel tempo. ma spesso le tesi ormai vengono usate come cartellino da timbrare per il raggiungimento della laurea e del suo valore legale (poco), e i tutor si occupano più della correttezza dei piani di studio rispetto alle tabelle ministeriali che della filosofia con cui tali piani di studio vengono costruiti dagli studenti.
per non parlare dei dottori e dei ricercatori precari. ormai nessuno insegna più come si fa ricerca, come se fosse una cosa scontata o innata. si nasce con la ricerca nel Dna. nessuno è più interessato a scoprire cosa si nasconde dietro un fenomeno, poichè di tutto ormai sappiamo tutto, come se non fosse stato necessario nella storia dell'uomo ripartire dalle cose conosciute per compiere percorsi inesplorati. d'altra parte non c'è nessuno che può conoscere cose che già crede di conoscere. non c'è un docente che dica: studiamo questo fenomeno, perchè non capisco come possa essere così. oppure facciamo questa verifica, perchè quel tal architetto non può nascere da niente e ci deve essere un maestro da cui ha imparato. no. tabelle, didattica, schede, 3+2, laurea magistrale, laurea specialistica, sorrisi e baci, commissioni e pubblicazioni come riassunti di testi letti.
gent.mo preside, illavoro che state svolgendo è utile e faticoso. tuttavia nei numerosi consigli di facoltà, nei consigli di laurea centrali e decentrati, si finisce per parlare sempre e solo di tabelle, di crediti, di incarichi. ma qual'è la figura dell'architetto che così faticosamente volete perseguire per la vostra scuola? saranno sufficienti l'elenco delle tabelle e i crediti a definire questo architetto? potreste dare un'indicazione di questa figura umana così stranamente definita da percentuali e numeri in maniera che, nella libertà dell'insegnamento e della didattica, si possa uniti perseguire tutti? io vi darò la mia, che cerco di servire con il mio insegnamento: che attraverso il disegno un uomo sia capace e venga invogliato alla ricerca sull'universo intero. poco? direi di no. molto forse troppo? si. è per questo che c'è bisogno di tutti i vostri insegnamenti. è per questo che c'è necessità di delineare uno scopo comune in questa scuola così frammentata fra discipline e dipartimenti.
io distinguerei nella paternità due modi. il primo è quello che non entra mai in contrasto col figlio. quello della pacca sulla spalla. quello che sembra buono, dalla tua parte, ma alla fine quel che afferma è sempre e solo se stesso. ecco questo modo è quello imperante. nelle università come nella vita e nel lavoro soprattutto. il professore che in fondo ciò che fa, quando si muove, quel che pubblica, non fa altro che ripetere se stesso.
poi ne esiste un altro, scomodo, perchè apre alla ricerca, non si adagia su un consenso, ma si mette in discussione, discute, cerca. è quello con cui puoi dibattere perchè sai che alla fine l'importante è la verità e non chi ha ragione. è quello che cerca l'allievo che supera il maestro. quanti di noi vanno in università con questa voglia e questo sguardo di trovare, fra tanti, quello che emergerà e insegnerà anche a noi qualcosa in più di quel che sappiamo? quanti fra noi hanno a cuore il destino di questi studenti? ai miei studenti non posso che fare un augurio: di non essere mai tranquilli.
| inviato da Ilparallelografo il 27/9/2009 alle 12:41 | |
22 settembre 2009
L'influenza che colpisce gli architetti
già un articolo del corriere ne aveva parlato. ma non è scattata nessuna trasmissione televisiva ad approfondire questo tema. difficile trovare soluzioni ad un problema vecchio e sempre trascurato, che in momenti di crisi lunga come il nostro diventano evidenti e macroscopici. mai affrontato secondo il criterio della libera concorrenza e del merito, stretti come al solito fra interessi personali e di corporazione.
ma soprattutto perchè da che mondo è mondo i liberi professionisti sono visti come gli evasori più incalliti e tenaci.
| inviato da Ilparallelografo il 22/9/2009 alle 13:10 | |
19 settembre 2009
Sanaa
avrei voluto parlare del gruppo di architetti giappo, ma le cronache invece ci raccontano di una bellissima ragazza marocchina sgozzata dal suo babbo perchè, contrariamente alle regole della loro tradizione, voleva andare a convivere con un ragazzo italiano. Leggere poi le dichiarazioni della mamma che assolve fondamentalmente il marito, mi hanno provocato molta amarezza.
se nemmeno una mamma può piangere sul corpo della figlia l'umanità è bene che scompaia. e guarda caso nessuno tira fuori il relativismo culturale, la dignità della tradizione di un popolo.
quello che è successo è semplicemente e terribilmente un fatto da codice penale. chiudetelo dentro, buttate via le chiavi. e la mamma ritorni a casa sua. dove questo suo comportamento è considerato dignitoso per una moglie. da noi è spazzatura umana.
p.s. qualcuno glielo avrà detto in maniera chiara?
| inviato da Ilparallelografo il 19/9/2009 alle 10:14 | |
17 settembre 2009
in giro per NY
mentre un giovedì terribilmente ansioso mi stringeva sullo scranno di lavoro, dopo una consegna mi sono fatto un giro al MOMA. fatelo anche voi. guardare i disegni distende e fa bene al cuore.
| inviato da Ilparallelografo il 17/9/2009 alle 17:18 | |
15 settembre 2009
a proposito di Giorgio Israel
il prof. Israel ha manifestato sul suo blog un certo disagio. io ho mandato questo messaggio che vi allego.
gent.mo prof. Israel. sono davvero molto dispiaciuto. naturalmente a Lei tutta la mia stima e solidarietà. mi deprime vedere ancora oggi usare in maniera razzista e dispregiativa le appartenenze ad una tradizione e ad un popolo. sono ormai dell'opinione che la rete così come è, esalta gli stupidi e tende ad emarginare i giusti. capisco la non piacevolezza. ormai anche per dire cose ovvie ci vuole coraggio. figuriamoci per chi come lei continua a difendere e proporre l'educazione davanti a tutto e a tutti.
| inviato da Ilparallelografo il 15/9/2009 alle 19:11 | |
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